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Gli ultimi ad estinguersi (1918), i Burlo, forse d’origine toscana, presero parte attivamente alla vita istituzionale di Trieste. Membro fra i più importanti fu il quattrocentesco Domenico de Burlo, ambasciatore del Comune presso la Serenissima in occasione del trattato di Pace da stipulare fra Venezia e Trieste a seguito dell’assedio perpetrato nel 1463 a danno di quest’ultima. E’ stata di proprietà della famiglia quella cinquecentesca casa di Barcola nota come Amicorum Hospitium, ove si vocifera abbia risieduto anche Enea Silvio Piccolomini, poi divenuto papa Pio II. I Burlo inoltre avevano proprio palazzo in via dei Capitelli nel quartiere di Cavana.
 

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